Il Fiume Adige

Il fiume Adige nasce a Passo Rèsia, in Alta Val Venosta, si unisce nei pressi di Bolzano con il fiume Isarco e con il Noce a San Michele all’Adige. Raccoglie le acque piovane di buona parte del Trentino Alto Adige e scorre veloce e potente in regime torrenziale fino poco oltre Verona, poi rallenta e avanza in regime pensile verso il mare Adriatico dove sfocia a Rosolina, poco sotto Venezia, dopo aver percorso di oltre 400 chilometri.
La leggenda narra che i Romani diedero al fiume il nome Athesis (A- Thesis ovvero “senza una tesi”, senza un’idea) proprio per significare la forza impetuosa di un fiume che era solito esondare e quindi cambiare idea rispetto a come andare al mare.
L’episodio più celebre avvenne nel 589 quando durante una piena rovinosa il fiume esondò a valle di Verona con la “Rotta della Cucca” (antico nome di Veronella). In quella occasione spostò il proprio corso verso sud di parecchi chilometri da Montagnana e Monselice, che un tempo attraversava, fino a Legnago.
Addirittura fino alla metà dell’ottocento il fiume era solito in diversi periodi dell’anno allagare le campagne tra Bolzano e Trento tanto che il fondo valle intorno a Salorno e Roverè della Luna era paludoso. Venne bonificato dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria che ordinò la rettificazione del fiume da Bolzano a Rovereto. Con quei lavori l’Adige venne addirittura spostato dal centro storico della città di Trento, che era avvolta da un’ansa simile a quella veronese, fino alla periferia dove si trova tutt’oggi.
La canalizzazione del fiume limitò le esondazioni in Trentino e ne accelerò il corso con l’effetto di rendere l’Adige molto più pericoloso nel veronese. Le piene del 1865 e del 1882 causarono danni enormi tanto da costringere anche la città scaligera a difendersi con la costruzione di argini artificiali.


